Documentazione utente
Programmable testing. Repeatable results.
Guided and automated test workflows for hardware products.
| Documento | Manuale operativo FemtoBench |
|---|---|
| Versione | 1.0.4 |
| Lingua | Italiano |
| Aggiornamento | 22 settembre 2026 |
| Stato | Edizione aggiornata |
FemtoBench è un’applicazione desktop per automatizzare e guidare il collaudo di schede elettroniche, dispositivi embedded e prodotti hardware connessi.
Questo manuale descrive le funzioni del software base secondo la posizione nell’interfaccia: menu, schermate, finestre di dialogo, pulsanti e parametri. Le procedure complete sono descritte nel manuale applicativo. Le funzioni opzionali di moduli e plugin sono documentate nei rispettivi manuali separati.
Nelle tabelle, selezionare una cella e premere Ctrl+C per copiarne il testo. In alternativa, usare Copia dal menu del tasto destro sulla cella. Anche quando è evidenziata l’intera riga, viene copiata soltanto la cella corrente.
| Termine | Significato |
|---|---|
| Prodotto | Dispositivo o scheda da collaudare. |
| Variante | Versione del prodotto con configurazione o comportamento specifico. |
| Banco | Stazione fisica di collaudo, con risorse disponibili e directory dei rapporti. |
| Risorsa | Canale di comunicazione o dispositivo fisico/logico disponibile su un banco. |
| Profilo di comunicazione | Insieme di associazioni logiche valide per un prodotto su uno specifico banco. |
| Associazione | Collegamento tra nome logico usato nei test e risorsa reale del dispositivo. |
| Sequenza | Procedura composta da sezioni e step. |
| Sessione | Esecuzione concreta di una sequenza, sezione o singolo step. |
| Configurazione portabile | Valore salvato nella definizione di banco o prodotto e trasferibile tra installazioni. |
| Override locale | Valore valido solo sulla postazione corrente e non incluso nella configurazione portabile. |
Per utilizzare FemtoBench sono necessari:
FemtoBench è disponibile per Windows e Linux. L’edizione Base comprende gli editor di prodotti, banchi, profili e sequenze. L’edizione Runtime è destinata alla postazione operativa: non mostra gli editor di configurazione e usa definizioni preparate con l’edizione Base. Il trasferimento delle definizioni richiede il plugin Import/Export installato e attivo sulla postazione che esporta e su quella che importa.
Il pacchetto Linux include Qt, ICU e libsodium. I requisiti del
sistema sono elencati nel file REQUIREMENTS.txt nella
cartella estratta. Da un terminale in quella cartella, eseguire
sh ./check-runtime.sh per controllare le librerie. Se il
doppio clic non apre il programma, eseguire ./FemtoBench
nel terminale e conservare il messaggio per l’assistenza: gli errori
precedenti all’avvio possono non essere mostrati dal desktop.
I selettori di file e cartelle partono dalla home dell’utente al primo utilizzo, poi ricordano l’ultima cartella confermata per ciascuna operazione. Annullare mantiene il percorso precedente. Un percorso già indicato nel campo viene usato come punto di partenza; se una cartella ricordata non esiste più, si torna alla home.
Avviare FemtoBench dal collegamento o dal menu applicazioni creato dall’installazione. La gestione dei file applicativi e dei dati è automatica e non richiede l’accesso alle directory interne del programma.
Per ciascun utente del computer può essere aperta una sola istanza di FemtoBench. Un secondo avvio mostra un avviso: chiudere l’istanza già aperta prima di riavviare.
Al primo avvio scegliere una cartella su un disco locale, esterna
alla cartella del programma. FemtoBench vi conserva database, licenze,
impostazioni ed estensioni opzionali. Dopo Sfoglia…
FemtoBench propone la sottocartella femtobench-data dentro
la cartella scelta; il campo resta modificabile per usare un altro nome
o percorso. La cartella indicata nel campo è la destinazione finale. La
scelta viene ricordata subito, anche se il programma viene chiuso prima
di importare la licenza.
| Comando o campo | Funzione |
|---|---|
| Operazione | Seleziona cartella dati è l’opzione predefinita. |
| Seleziona cartella dati | Inizializza una cartella vuota o usa un ambiente esistente. |
| Ripristina da backup | Ricrea un ambiente in una nuova cartella. |
| File di backup | Archivio ZIP da ripristinare. |
| Cartella dati | Destinazione dei dati di lavoro. |
| Sfoglia… | Seleziona la cartella (viene proposta la sottocartella
femtobench-data) o il file ZIP. |
| Conferma | Verifica e applica la scelta. |
| Annulla | Chiude senza applicare; equivale a Esc. |
Una cartella già utilizzata da un altro processo non può essere aperta. Se viene associata a una nuova installazione, quella precedente richiederà nuovamente una scelta. Anche dopo lo spostamento del programma o dei dati può essere necessario selezionare di nuovo la cartella. Le cartelle di rete non sono supportate.
Prima di aggiornare un ambiente esistente, FemtoBench crea automaticamente un file ZIP nella sua sottocartella backups. In caso di interruzione, usare Ripristina da backup, selezionare il file ZIP e scegliere una destinazione vuota. Il backup e la cartella originale restano conservati; i risultati successivi al backup non sono presenti nella copia ripristinata.
L’amministratore apre Opzioni > Aggiornamenti e
preme Controlla aggiornamenti. Il controllo avviene
solo su richiesta. La tabella mostra le nuove versioni del programma e
delle estensioni già installate, con la data di pubblicazione e
l’eventuale mancata copertura del periodo di aggiornamenti incluso nella
licenza. Se è disponibile anche una nuova versione di FemtoBench,
aggiorna prima il programma: le righe dei moduli e dei plugin rimangono
disabilitate e indicano la dipendenza. Dopo il riavvio, controlla di
nuovo gli aggiornamenti, seleziona con le caselle i moduli e i plugin
desiderati, poi premi Scarica e installa. FemtoBench
scarica e verifica tutti i pacchetti selezionati prima di prepararli.
Solo a quel punto avvisa che si riavvierà e che la finestra potrebbe
impiegare alcuni secondi a ricomparire. Un gruppo di estensioni richiede
un solo riavvio. L’aggiornamento del core si seleziona da solo e resta
separato dalle estensioni. Le release successive al periodo di
aggiornamenti coperto o prive di una licenza valida non sono
selezionabili; la licenza può continuare a consentire l’uso delle
versioni già coperte. I pacchetti verificati restano nella sottocartella
packages del programma; se questa non è scrivibile, i
pacchetti delle estensioni restano nella cartella dati. Il percorso
appare nel registro della pagina Aggiornamenti. Conservarne una copia
separata se si vuole poter reinstallare una versione precedente: il sito
può offrire solo la release corrente.
La prima versione con questa funzione va installata con il pacchetto completo scaricato dal sito. Per gli aggiornamenti successivi del core, la cartella del programma usa il nome stabile FemtoBench-linux-x86_64: la versione è mostrata nel programma e nelle release interne, non nel nome della cartella base. La cartella del programma deve essere scrivibile dall’utente del computer e Python 3.10 o superiore deve essere disponibile. La cartella dati non cambia e non occorre selezionarla di nuovo. La versione precedente del programma viene rimossa solo dopo il completamento dell’aggiornamento. In caso di migrazione interrotta, il ripristino è manuale: reinstallare la versione precedente e ripristinare il backup ZIP dei dati.
La finestra di accesso contiene:
| Campo | Descrizione |
|---|---|
| Utente | Utente da utilizzare per l’accesso. |
| Password | Credenziale dell’utente selezionato. |
| Nuova password | Nuova password richiesta dopo l’accesso con una credenziale temporanea o durante il cambio password. |
| Conferma password | Conferma della nuova password. |
| Mostra password | Nella schermata di accesso e durante l’impostazione o il cambio password, rende temporaneamente visibili i caratteri inseriti. |
| Accesso | Verifica le credenziali e apre la finestra principale. |
Durante l’accesso la finestra principale rimane visibile con l’area di lavoro vuota. La navigazione laterale e i menu che dipendono dall’utente compaiono solo dopo la verifica delle credenziali, già configurati per ruolo, edizione e licenze disponibili. Lo stesso stato neutro viene usato durante il cambio utente dopo Disconnetti.
La finestra principale contiene:
La barra degli strumenti laterale espone:
| Area | Scopo |
|---|---|
| Stazione di esecuzione | Avvio e monitoraggio del collaudo. |
| Risultati | Consultazione sessioni, step, misure ed esportazione PDF. |
| Configurazione stazione | Valori locali dei soli parametri delegati dal progettista del banco. |
| Configurazioni banco | Configurazione banchi e risorse fisiche. |
| Prodotti | Configurazione prodotti e varianti. |
| Profili di comunicazione | Configurazione delle associazioni e delle destinazioni di protocollo. |
| Sequenze di test | Creazione e modifica sequenze di test. |
| Opzioni | Preferenze, utenti, moduli e plugin rilevati. |
La visibilità dipende da edizione e ruolo. In Base l’amministratore vede gli editor di configurazione e può rendere visibile Configurazione stazione dalle preferenze. In Runtime gli editor di configurazione non sono disponibili e l’amministratore vede sempre Configurazione stazione. Un operatore la vede solo se autorizzato e, in ogni caso, accede soltanto a prodotti e banchi assegnati al proprio account.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Disconnetti | Chiude la sessione corrente e ripresenta la finestra di accesso per cambiare utente. |
| Esci | Chiude l’applicazione. Se la pagina corrente contiene modifiche non salvate, FemtoBench chiede come procedere. |
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Stazione di esecuzione | Apre la schermata operativa di esecuzione. |
| Risultati | Apre lo storico dei risultati. |
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Prodotti | Apre l’editor prodotti e varianti. |
| Configurazioni banco | Apre l’editor banchi e risorse. |
| Profili di comunicazione | Apre l’editor profili e associazioni. |
| Sequenze di test | Apre l’editor sequenze di test. |
| Configurazione stazione | Apre i valori locali della postazione, se l’utente è autorizzato. |
| Opzioni | Apre preferenze, utenti, moduli e plugin. |
Il menu Plugin contiene le voci aggiunte dai plugin applicativi validi, compatibili e licenziati. Le funzioni presenti in questo menu non fanno parte del software base e sono documentate nei manuali dei plugin.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Indice documentazione | Apre l’indice generale della documentazione in formato HTML o PDF. |
| Manuale operativo | Apre il manuale delle schermate e dei controlli del software base in formato HTML o PDF. |
| Manuale applicativo | Apre il manuale dei flussi operativi in formato HTML o PDF. |
| Moduli | Raccoglie i manuali dei moduli installati e caricati. |
| Plugin | Raccoglie i manuali dei plugin installati e caricati. |
| Informazioni | Mostra informazioni su applicazione e versione. |
I manuali delle estensioni sono forniti con il rispettivo modulo o plugin: una voce scompare quando l’estensione non è installata o non viene caricata. Per ogni manuale sono disponibili HTML, adatto alla consultazione e alla ricerca, e PDF, adatto alla stampa o all’archiviazione. Se un file del software base non è incluso nell’installazione, la relativa voce risulta disabilitata.
La schermata Prodotti gestisce i prodotti collaudabili e le relative varianti.
Il comando Esporta sequenze…, a sinistra di Nuovo ed Elimina, apre la finestra di esportazione documentale per il prodotto selezionato. Le sequenze abilitate sono preselezionate; Seleziona tutte e Deseleziona tutte permettono di cambiare la selezione, comprese le sequenze disabilitate. Il file contiene un capitolo per sequenza, ordinato per nome. Salvare o scartare le modifiche al prodotto prima di esportare.
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Nome | Nome della variante. |
| Descrizione | Descrizione o differenza rispetto al prodotto base. |
La sezione Banchi riepiloga i banchi associati al prodotto selezionato. Quando il banco selezionato contiene risorse abilitate con impostazioni specifiche del prodotto, il pannello di configurazione risorsa mostra una scheda per ogni risorsa. I campi visualizzati dipendono dal modulo di comunicazione e sono descritti nei manuali dei moduli.
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Abilitato | Associa il prodotto al banco e abilita la configurazione specifica. |
| Banco | Nome del banco configurato. |
| Descrizione | Descrizione della postazione e del suo impiego. |
Il pannello Configurazione risorsa banco compare per il banco selezionato. Ogni scheda identifica un’istanza di risorsa. I valori presenti in questa area adattano la risorsa al prodotto, per esempio indirizzo di rete, porta o identificativo del dispositivo montato sul Controllore Demo-24. I parametri che identificano l’hardware della postazione restano nella configurazione del banco. I campi di uso comune sono visibili subito nella colonna sinistra. Quando il modulo dichiara parametri per operatori esperti, Avanzate li espande su richiesta nella colonna destra.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Nuovo | Prepara la creazione di un nuovo prodotto. |
| Elimina | Elimina il prodotto selezionato, se consentito. |
| Aggiungi | Aggiunge una variante al prodotto. |
| Rimuovi | Rimuove la variante selezionata. |
| Scarta | Annulla le modifiche non salvate. |
| Salva | Salva prodotto e varianti. |
Uso tipico. Creare il prodotto, aggiungere le
varianti, associare i banchi abilitati e compilare i parametri risorsa
specifici. Esempio. Il Controllore Demo-24 usa la
variante 24 V - Ethernet e indirizza il dispositivo di
linea tramite i parametri del banco selezionato.
La schermata Configurazioni banco descrive un banco fisico e le risorse disponibili sulla stazione.
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Abilitato | Abilita o disabilita la risorsa per il banco corrente. |
| Risorsa | Raggruppamento per tipo di trasporto o risorsa. |
| Istanza | Nome dell’istanza disponibile sul banco. |
| Modulo | Modulo che espone la risorsa. |
| Canale | Tipo di canale fornito dal modulo. |
| Riepilogo | Riepilogo della configurazione della risorsa. |
Il pannello Dettagli risorsa mostra i dettagli della risorsa selezionata. Per le risorse standard i parametri sono raccolti in una tabella:
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Parametro | Nome del parametro esposto dal modulo. |
| Valore | Valore predefinito configurato per il banco. |
| Descrizione | Scopo e vincoli del parametro. |
| Modificabile dall’operatore | Delega il parametro alla configurazione locale della postazione. |
Se Modificabile dall’operatore è selezionato, il valore predefinito resta il valore di riferimento, ma un utente autorizzato può sostituirlo localmente da Configurazione stazione.
Le risorse possono essere di comunicazione, quando FemtoBench le usa direttamente per parlare con il dispositivo sotto test, oppure esterne, quando sono dispositivi presenti sul banco ma gestiti dal prodotto. Un esempio di risorsa esterna è un altoparlante Bluetooth usato durante un test audio: FemtoBench ne conserva l’indirizzo MAC, ma la connessione viene eseguita dal prodotto.
La finestra Aggiungi istanza risorsa contiene:
| Campo | Descrizione |
|---|---|
| Modulo | Modulo che fornisce il tipo di risorsa; include la fixture esterna personalizzata. |
| Tipo risorsa | Tipo di canale o risorsa offerto dal modulo selezionato. |
| Nome | Nome leggibile dell’istanza sul banco. |
La prima istanza di un canale usa una chiave di riferimento breve; eventuali istanze aggiuntive ricevono chiavi distinte. Le chiavi non cambiano quando si rimuove un’altra istanza, così i riferimenti nelle sequenze restano validi. Il campo Riferimento risorsa nei dettagli mostra la chiave effettiva; nella tabella si usa il nome leggibile dell’istanza.
Per una fixture personalizzata, Dettagli risorsa espone inoltre la tabella dei campi con Nome, ID campo, Tipo dato, Valore, Descrizione e Modificabile dall’operatore, più i comandi Aggiungi e Rimuovi. ID campo è mostrato disabilitato: FemtoBench lo genera automaticamente da Nome e lo aggiorna quando il nome cambia.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Nuovo | Prepara la creazione di un nuovo banco. |
| Elimina | Elimina il banco selezionato, se consentito. |
| Sfoglia… | Seleziona la directory dei rapporti. |
| Aggiungi | Aggiunge una risorsa al banco. |
| Rimuovi | Rimuove la risorsa selezionata. |
| Scarta | Annulla le modifiche non salvate. |
| Salva | Salva banco e risorse. |
Uso tipico. Definire la postazione, aggiungere una risorsa per ogni interfaccia fisica e compilare i dettagli hardware. Esempio. Il Banco collaudo finale 01 espone Modbus TCP, HTTP, UDP ASCII, BLE e una fixture esterna identificata dal proprio indirizzo.
La schermata Configurazione stazione permette di adattare alla postazione corrente i parametri esplicitamente delegati in Configurazioni banco. I valori sostitutivi sono locali: non modificano il prodotto o il banco e non vengono propagati alle altre installazioni.
| Campo / Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Prodotto | Prodotto per cui configurare la postazione. |
| Banco | Banco associato al prodotto e visibile all’utente. |
| Risorsa | Risorsa abilitata con almeno un parametro delegato. |
| Override | Se selezionato, usa il valore locale al posto di quello predefinito. |
| Parametro | Parametro delegato dal progettista del banco. |
| Valore predefinito | Valore proveniente dalla configurazione di prodotto o banco. |
| Valore locale | Valore memorizzato esclusivamente sulla postazione corrente. |
Salva salva i valori locali selezionati; Scarta annulla le modifiche non salvate. Deselezionando Override, il parametro torna a usare il valore predefinito. Salva e Scarta restano fissi in basso mentre il contenuto scorre, anche in Configurazioni banco.
Tornando alla pagina, prodotto, banco e risorsa selezionati vengono
mantenuti se ancora disponibili e autorizzati. Durante le modifiche, i
selettori sono bloccati; prima di uscire si può salvare, scartare o
annullare il cambio pagina. Sono supportati anche i campi delle fixture
esterne personalizzate, indicate con il nome visibile assegnato nel
banco. Gli override locali sono disponibili anche nelle variabili
bench.resource.<risorsa>.<campo> usate dalle
sequenze.
La voce nel menu Configurazione e nella barra laterale è visibile nelle seguenti condizioni:
| Edizione | Amministratore | Operatore |
|---|---|---|
| Base | Solo se è attiva Opzioni > Preferenze > Configurazione stazione > Mostra Configurazione stazione agli amministratori. | Solo se è selezionata la colonna Configurazione stazione per l’utente in Opzioni > Utenti. |
| Runtime | Sempre. | Solo se è selezionata la colonna Configurazione stazione per l’utente in Opzioni > Utenti. |
L’amministratore dispone sempre dell’autorizzazione: per questo la relativa casella in Opzioni > Utenti è selezionata e disabilitata. Nell’edizione Base la preferenza indicata sopra stabilisce soltanto se mostrare la pagina all’amministratore. La pagina può essere visibile anche senza valori modificabili; le risorse e i parametri compaiono solo quando il progettista del banco ha selezionato Modificabile dall’operatore per almeno un parametro.
La schermata Profili di comunicazione collega prodotto, banco e associazioni logiche. Una sequenza usa queste associazioni senza dipendere direttamente dai dettagli del protocollo.
Le risorse esterne del banco non compaiono nei profili di comunicazione perché non espongono protocolli o associazioni dirette. La loro configurazione resta disponibile alla logica applicativa che integra la fixture.
| Filtro | Descrizione |
|---|---|
| Modulo | Limita la lista alle associazioni del modulo selezionato. |
| Canale | Limita la lista al canale selezionato. |
| Protocollo | Limita la lista al protocollo selezionato. |
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Categoria | Categoria funzionale, ad esempio sensor,
output, diagnostics. |
| Nome | Nome dell’associazione nella categoria. |
| Protocollo | Nome del protocollo usato dall’associazione. |
| Istanza | Nome della risorsa del banco collegata al protocollo. |
| Operazione | Tipo di operazione, ad esempio lettura o scrittura. |
| Tipo valore | Tipo del valore trattato. |
Il nome logico completo dell’associazione è formato da categoria e
nome, ad esempio sensor.temperature.
I dettagli delle destinazioni specifiche sono descritti nei manuali dei moduli di comunicazione.
Prova associazione… usa banco, prodotto e profilo correnti. La finestra presenta il valore di ingresso per le scritture, il comando di esecuzione, l’esito, il valore interpretato e i frame tecnici disponibili. Questo controllo verifica un singolo collegamento prima di inserirlo in una sequenza.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Nuovo | Prepara la creazione di un nuovo profilo. |
| Elimina | Elimina il profilo selezionato, se consentito. |
| Aggiungi | Aggiunge un’associazione. |
| Rimuovi | Rimuove l’associazione selezionata. |
| Configura… | Apre la finestra di configurazione della destinazione del modulo. |
| Prova associazione… | Apre una finestra diagnostica per provare l’associazione selezionata sul banco. |
| Scarta | Annulla le modifiche non salvate. |
| Salva | Salva profilo e associazioni. |
Uso tipico. Aggiungere un’associazione per ogni
funzione richiesta dalle sequenze, configurarne la destinazione e
provarla sul banco. Esempio. L’associazione
register.status legge lo stato del Controllore Demo-24 dal
registro Modbus configurato dalla relativa destinazione.
La schermata Sequenze di test permette di creare procedure di collaudo riutilizzabili.
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Usato | Variante abilitata per la sequenza. |
| Variante | Nome variante. |
| Descrizione | Descrizione variante. |
La struttura della sequenza può contenere:
Il menu Aggiungi step contiene anche modelli per creare rapidamente step comuni: Lettura associazione, Scrittura associazione, Risposta associazione, Ritardo e Conferma operatore.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Aggiungi | Inserisce step, sezioni o modelli predefiniti. |
| Duplica | Duplica la riga selezionata. |
| Rimuovi | Rimuove la riga selezionata. |
| Sposta su | Sposta la riga verso l’alto. |
| Sposta giù | Sposta la riga verso il basso. |
| Variabili… | Configura variabili tipizzate condivise dalla sequenza. |
Le variabili possono essere booleane, intere, decimali o testuali.
FemtoBench genera internamente l’identificativo stabile; l’utente
assegna nome, chiave, valore iniziale, unità e descrizione. Negli step
si richiamano con ${sequence.variable.<chiave>}. Il
risultato di una misura o di uno step Valore operatore
è disponibile come ${step.<chiave-step>.value}.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Nuovo | Prepara la creazione di una nuova sequenza. |
| Elimina | Elimina la sequenza selezionata, se consentito. |
| Scarta | Annulla le modifiche non salvate. |
| Salva | Salva sequenza, varianti e struttura. |
Uso tipico. Selezionare prodotto, profilo e varianti, ordinare sezioni e step, quindi risolvere gli indicatori di validazione prima del salvataggio. Esempio. La sequenza Collaudo registri e uscite Modbus legge lo stato, scrive il setpoint e confronta la risposta con il valore previsto.
Il Criterio rapporto controlla la scelta del Criterio fallimento: con Sempre consentito, quest’ultimo mostra Non richiesto ed è disabilitato. Con Richiede criterio fallimento, la voce Non richiesto non è selezionabile; se manca un criterio valido viene proposto Arresta al primo fallimento. Il cambiamento resta da salvare e Scarta ripristina le impostazioni salvate.
Esporta documentazione…, a sinistra di Nuovo ed Elimina, permette di condividere la struttura salvata della sequenza con il cliente o il laboratorio. Il documento descrive la configurazione e non contiene misure o esiti di collaudo. Il comando richiede una sequenza selezionata senza modifiche da salvare. La finestra usa direttamente la sequenza corrente, senza mostrare un elenco di selezione. L’elenco con le checkbox compare soltanto aprendo l’esportazione dalla pagina Prodotti.
| Opzione | Contenuto |
|---|---|
| Profilo contenuti | Documentale, Tecnico o Personalizzato; modificare una scelta rende il profilo personalizzato. |
| Lingua documento | Italiano o inglese, indipendentemente dalla lingua dell’interfaccia; i testi scritti dall’utente restano originali. |
| Includi sezioni e passi disabilitati | Include e contrassegna gli elementi disabilitati. Escludere una sezione esclude anche i suoi passi. |
| Nomi / Descrizioni | Nomi e testi descrittivi; il riferimento numerico dei passi resta sempre presente. |
| Azioni e istruzioni operatore | Tipo di azione, associazione, valore o espressione e istruzioni. |
| Criteri di validazione | Origine del valore, confronti, intervalli, tolleranze e conferme o inserimenti operatore. |
| Attese e timeout | Attese e tempi configurati, espressi in millisecondi. |
| Ripetizioni e tentativi | Ripetizioni, pause, tentativi aggiuntivi, conservazione iterazioni e criterio di fallimento delle ripetizioni. |
| Politiche di fallimento e cleanup | Politiche della sequenza e condizioni di cleanup. |
| Variabili di sequenza | Nomi, chiavi, tipi, valori iniziali e unità. |
| Contesto prodotto e varianti | Descrizione prodotto, varianti compatibili e nome del profilo di comunicazione. |
| Ogni sezione su una nuova pagina | Se attivo, le sezioni successive alla prima iniziano su una nuova pagina nel PDF e nella stampa HTML; non aggiunge una pagina vuota finale. Indipendente dal profilo contenuti. |
| PDF / HTML | PDF A4 con numeri di pagina; HTML autonomo con immagini e stili incorporati. Almeno un formato deve essere selezionato. |
La colonna # identifica il passo con lo stesso numero dell’editor Sequenze e dei nuovi risultati. Il numero segue l’ordine della definizione, contando anche i passi disabilitati, di preparazione e di cleanup; le sezioni non consumano numeri. Escludere passi dal documento lascia quindi eventuali intervalli nella numerazione.
I passi sono organizzati in tabelle, una per sezione: numero e nome/descrizione occupano le prime due colonne. Se si richiedono azioni, validazioni, tempi o ripetizioni, una terza colonna raccoglie i dettagli tecnici, con un parametro per riga per facilitare la lettura. Il foglio resta in formato A4 verticale. Ogni sezione ha un riquadro colorato con il nome centrato, senza ordinale, e la descrizione sottostante in carattere più piccolo. Le intestazioni delle colonne si ripetono sulle pagine successive del PDF.
Il documento distingue pre-avvio, preparazione e cleanup. Sezioni senza passi visibili vengono omesse; un riepilogo indica sezioni e passi esclusi. Le formule sono riportate senza valutarle. Non sono incluse le configurazioni di canali e protocolli. Logo e dati aziendali provengono dalle impostazioni dei report.
Annulla ed Esc chiudono senza creare file. La sovrascrittura richiede conferma. Con entrambi i formati selezionati, PDF e HTML hanno lo stesso nome base e la stessa cartella. Al termine il messaggio elenca i file creati e offre Apri cartella; un errore indica anche gli eventuali file già prodotti. Le opzioni e la destinazione sono ricordate dopo un’esportazione riuscita.
Esempio. Per il Controllore Demo-24, inviare al cliente il PDF Documentale della sequenza di accettazione; consegnare ai tecnici il PDF Tecnico con criteri di tensione, istruzioni e ripetizioni. Da Prodotti si può riunire nello stesso file anche la sequenza di verifica finale.
La Stazione di esecuzione è la schermata operativa usata dall’operatore.
| Campo | Descrizione |
|---|---|
| Banco | Banco fisico da usare. |
| Prodotto | Prodotto da collaudare tra quelli abilitati sul banco. |
| Variante | Variante del prodotto. |
| Profilo | Profilo di comunicazione. |
| Sequenza | Sequenza da eseguire. |
| Criterio | Comportamento della sessione dopo il fallimento di uno step. |
| Campo | Descrizione |
|---|---|
| Identificativo unità | Codice identificativo del dispositivo sottoposto al collaudo. |
| Operatore | Nome dell’utente autenticato, compilato automaticamente e non modificabile. |
| Note | Note opzionali della sessione. |
Criteri disponibili:
Se tutti gli step abilitati della sequenza richiedono l’arresto su errore, il criterio viene impostato automaticamente su Ferma al primo fallimento e non è modificabile dalla stazione. Anche lo storico registra questo criterio. Per le altre sequenze il selettore rimane disponibile.
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Esegui sequenza | Esegue l’intera sequenza selezionata. |
| Esegui sezione | Esegue solo la sezione selezionata. |
| Esegui step | Esegue solo lo step selezionato. |
| Interrompi | Interrompe la sessione in corso. |
| Log comunicazione | Mostra il log di comunicazione. |
| Pulisci | A sequenza ferma, azzera i risultati visualizzati nella tabella e l’indicazione dell’esito corrente. Conserva la sequenza selezionata, i dati del test, lo storico e i log. |
I tre comandi di esecuzione e Interrompi sono in alto nella colonna comandi; Log comunicazione e Pulisci sono allineati in basso.
Uso tipico. Selezionare la configurazione dall’alto
verso il basso, compilare i dati del test e avviare l’obiettivo
richiesto. Esempio. Per il seriale
DEMO24-260720-0043, l’operatore esegue l’intera sequenza
Modbus e conferma visivamente lo stato del LED quando richiesto.
Durante una conferma operatore, il titolo identifica sinteticamente lo step e il corpo contiene la domanda completa. Entrambi i testi vanno a capo; le istruzioni molto lunghe si scorrono mantenendo sempre accessibili i pulsanti. Se è configurato un timeout maggiore di zero, la cella Stato e una barra sottile nel dialogo mostrano il tempo residuo della fase operatore; il dialogo indica anche i secondi rimanenti. Con timeout zero l’attesa è illimitata e gli indicatori restano nascosti. La scadenza viene registrata come timeout operatore.
La tabella di avanzamento espone sempre #, Step e Stato. Le colonne Ripetizione, Tipo e Valore sono opzionali e si possono mostrare o nascondere in Opzioni > Preferenze. Un clic sullo stato apre i dettagli tecnici quando lo step ha registrato frame, misure o errori. Al termine, Risultato sequenza riepiloga esito e conteggi; Ispeziona apre la sessione in Risultati, Esporta PDF genera il rapporto e Chiudi chiude il riepilogo.
Se si cambia Sequenza dopo aver compilato il identificativo unità o altri dati di test, FemtoBench chiede se mantenerli. Svuota campi li azzera, Mantieni campi li conserva e Annulla annulla il cambio di sequenza.
Quando uno step richiede un intervento manuale, FemtoBench mostra il pannello Interazione operatore richiesta con istruzione, eventuale campo valore e comandi di conferma.
Tipi di interazione previsti:
Nei nuovi collaudi, # mostra
passo.iterazione: per esempio 2.4 è la
quarta esecuzione del passo 2, identificabile con lo
stesso numero nell’editor e nella documentazione. Il contatore continua
fra le ripetizioni della sezione: un passo ripetuto tre volte in una
sezione eseguita due volte produce da 2.1 a
2.6. I tentativi aggiuntivi interni al passo non consumano
nuove iterazioni. I riepiloghi e i passi saltati mostrano soltanto il
numero del passo. La conservazione delle singole iterazioni dipende
dalle opzioni delle ripetizioni.
Ogni nuova sessione riparte dall’iterazione 1. I riferimenti sono memorizzati con il collaudo: modificare o riordinare in seguito la sequenza non cambia lo storico.
La schermata Risultati mostra lo storico delle sessioni salvate.
| Campo / Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Cerca | Cerca una stringa in identificativo unità, sequenza, prodotto e banco. |
| Prodotto | Mostra le sessioni del prodotto selezionato. |
| Banco | Mostra le sessioni del banco selezionato. |
| Stato | Filtra per esito della sessione. |
| Operatore | Filtra per account operatore. Gli account archiviati omonimi sono distinti dal periodo di attività. |
| Da / A | Limita le sessioni all’intervallo di date. Il valore Qualsiasi rimuove il limite. |
| Data/Ora | Data e ora della sessione. |
| Identificativo unità | Codice identificativo dell’unità. |
| Prodotto | Prodotto collaudato. |
| Banco | Banco usato. |
| Sequenza | Sequenza eseguita. |
| Operatore | Operatore associato alla sessione. Per un account archiviato viene mostrato anche il periodo di attività. |
| Stato | Esito complessivo. |
| Durata | Durata della sessione. |
Il pannello Sessione mostra stato, banco, prodotto, variante, sequenza, tipo, inizio e durata.
Il pannello Step mostra gli step eseguiti con nome, azione e stato. Il comando Apri definizione apre la definizione dello step selezionato quando disponibile. Anche le righe sezione mostrano un esito aggregato: un’interruzione produce ABORTED, un errore ERROR, almeno uno step fallito FAIL e gli step completati senza errori PASS; una sezione interamente saltata mostra SKIP.
La sezione espandibile Valori risposta mostra, quando disponibili:
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Nome | Nome della misura o dell’associazione. |
| Grezzo | Valore grezzo. |
| Visualizzato | Valore formattato. |
| Unità | Unità di misura. |
| Atteso | Valore o intervallo atteso. |
| Confronto | Confronto applicato. |
| Stato | Esito della misura. |
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Pulisci filtri | Rimuove i filtri impostati. |
| Elimina | Elimina la sessione selezionata; disponibile solo all’amministratore. |
| Elimina tutto | Elimina tutte le sessioni presenti nello storico; disponibile solo all’amministratore. |
| Esporta → Rapporto di collaudo | Esporta il rapporto PDF della sessione selezionata. |
Uso tipico. Filtrare per seriale o lotto, selezionare la sessione, analizzare lo step che determina l’esito e generare il rapporto. Esempio. Una lettura temperatura fuori intervallo viene aperta dal pulsante di dettaglio e confrontata con misura grezza, unità e limiti attesi.
L’eliminazione delle sessioni rimuove dati di tracciabilità. Usare questi comandi solo quando il criterio interno lo consente.
La scheda Generale mostra la configurazione salvata in forma gerarchica: prodotto, varianti, banchi, profili e sequenze. La colonna Configurazione identifica il nodo e Dettagli ne riporta il valore o il conteggio. Il riepilogo viene aggiornato automaticamente quando si apre la pagina Opzioni e dopo le modifiche alla configurazione.
Con Verifica i moduli prima dell’avvio attiva, il comando di esecuzione pulisce i risultati precedenti e controlla le risorse degli step abilitati nell’ambito richiesto. Il controllo comprende le sezioni preliminari e di pulizia che possono essere eseguite. Nessuna nuova sessione viene ancora salvata.
BLE GATT verifica l’adattatore locale, l’accensione e le funzionalità richieste; i moduli seriali verificano presenza, permessi e occupazione rilevabile senza aprire la porta. Non vengono eseguite connessioni al dispositivo in prova. Gli altri moduli mantengono i controlli durante l’esecuzione.
Se sono rilevati problemi, un avviso li elenca raggruppati per modulo:
Durante i tentativi la configurazione dell’avvio resta invariata. Per cambiare banco o sequenza, annullare e avviare nuovamente. La verifica preliminare non prenota le risorse e non garantisce che restino disponibili durante il collaudo. La disponibilità esclusiva di una seriale non è sempre rilevabile senza aprirla.
| Campo | Descrizione |
|---|---|
| Interfaccia - Tema | Tema interfaccia: Sistema, Chiaro o Scuro. |
| Interfaccia - Lingua | Lingua dell’interfaccia. |
| Barra degli strumenti - Usa sempre icone piccole senza testo | Forza la barra compatta anche quando lo spazio consentirebbe icone e testo. |
| Configurazione stazione - Mostra Configurazione stazione agli amministratori | Mostra Configurazione stazione anche agli amministratori dell’edizione Base. |
| Colonne della stazione di esecuzione | Mostra o nasconde singolarmente Ripetizione, Tipo e Valore nella tabella di esecuzione. |
| Diagnostica - Verifica i moduli prima dell’avvio | Controlla i prerequisiti locali dei moduli prima di avviare il collaudo. Attiva per impostazione iniziale. |
| Diagnostica | Salvataggio delle sessioni Esegui step ed Esegui sezione. |
| Rapporto - Lingua | Lingua del rapporto, indipendente da quella dell’interfaccia. |
| Rapporto - Resa grafica | Generazione a colori oppure in bianco e nero. |
| Rapporto - Testi lunghi prodotto / identificativo | A capo mantiene la dimensione e aumenta il riquadro. Riduci automaticamente usa la stessa dimensione per entrambi, fino a 12 pt, poi va a capo. La scelta vale anche per rapporti storici rigenerati. |
| Rapporto - Dati aziendali | Testo aziendale formattabile per singola selezione con carattere, dimensione, colore, grassetto e corsivo. La pagina mostra un’anteprima del risultato. |
| Rapporto - Logo aziendale | Logo PNG/JPEG selezionabile con Sfoglia…, ridimensionato automaticamente senza alterarne le proporzioni e rimovibile con Rimuovi. |
| Rapporto - Firma | Firma manuale, nascosta oppure immagine associata all’operatore. |
| Esporta automaticamente i rapporti dopo le esecuzioni complete della sequenza | Esporta il rapporto dopo una sequenza completa. |
| Apri la posizione del file dopo l’esportazione manuale | Apre la posizione del file dopo l’esportazione manuale. |
Il cambio della lingua e la modifica di Mostra Configurazione stazione agli amministratori richiedono il riavvio di FemtoBench. Dopo Salva è possibile scegliere se riavviare subito oppure in seguito.
Comandi disponibili:
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Predefinito | Ripristina i valori predefiniti in memoria. |
| Scarta | Annulla modifiche non salvate. |
| Salva | Salva le preferenze. |
Tema e lingua sono personali per ciascun utente. Prima dell’accesso FemtoBench utilizza quelli dell’ultimo utente selezionato; dopo l’accesso applica le preferenze dell’utente autenticato. Gli operatori possono modificare questi due valori; le preferenze globali di diagnostica e rapporto restano visibili ma non modificabili.
Uso tipico. Impostare tema e lingua della postazione, scegliere quali sessioni diagnostiche conservare e definire il comportamento dei rapporti. Le preferenze di presentazione correnti vengono applicate anche quando un rapporto già presente nello storico viene esportato nuovamente. Nel rapporto il logo occupa la metà superiore della colonna aziendale e il testo formattato quella inferiore; la firma utilizza l’area adiacente. Quando è configurato solo il logo oppure solo il testo, il contenuto disponibile occupa l’intera colonna aziendale.
Per l’amministratore la scheda Utenti contiene in un’unica tabella l’amministratore e gli operatori. È sempre presente un solo amministratore attivo, che non può essere disabilitato. Come gli altri utenti, può avere nome personale e firma. La dicitura del suo ruolo è mostrata in grassetto per distinguerla dagli operatori.
La firma dell’utente può essere disegnata con mouse o penna, caricata da un file PNG oppure rimossa. FemtoBench rifila i margini trasparenti e adatta automaticamente l’immagine all’area di firma del rapporto.
Se l’amministratore è l’unico utente e non ha ancora una password, FemtoBench accede direttamente con la sua identità. Prima del primo test occorre indicare nome e cognome; prima di aggiungere operatori occorre impostare la password dell’amministratore.
| Colonna | Descrizione |
|---|---|
| Abilitato | Abilita l’utente. Per l’amministratore è sempre attivo. |
| Ruolo | Ruolo amministratore oppure operatore. Il ruolo amministratore non è modificabile. |
| Nome | Nome e cognome riportati nelle sessioni e nei rapporti. |
| Stato password | Password non impostata, temporanea oppure configurata. |
| Prodotti | Prodotti visibili all’operatore. Vuoto significa tutti. |
| Banchi | Banchi visibili all’operatore. Vuoto significa tutti. |
| Configurazione stazione | Autorizza l’operatore a modificare i valori locali dei parametri delegati. Per l’amministratore è sempre selezionata e non modificabile. |
| Firma | Stato della firma associata all’utente. |
Comandi disponibili:
| Comando | Effetto |
|---|---|
| Aggiungi | Aggiunge un operatore senza credenziali. È disponibile dopo aver impostato la password dell’amministratore. |
| Rimuovi | Elimina l’operatore se non è presente nello storico; in caso contrario lo archivia. Non è disponibile per l’amministratore. |
| Sostituisci amministratore… | Crea il nuovo amministratore e ritira quello corrente con un’unica operazione controllata. È disponibile anche per l’identità predefinita senza password. |
| Storico sostituzioni… | Mostra data, identità precedente e successore per ogni sostituzione. L’amministratore iniziale ancora privo di nome è indicato come Identità predefinita. |
| Cambia… nella colonna Stato password | Cambia la password dell’utente autenticato richiedendo quella corrente. |
| Imposta… / Reimposta… nella colonna Stato password | Genera e mostra una password temporanea per l’operatore selezionato. |
| … nella colonna Firma | Disegna, carica o rimuove la firma dell’utente della riga. |
| Scarta | Annulla modifiche non salvate. |
| Salva | Salva utenti e password. |
Gli operatori senza password possono essere salvati, ma non compaiono nella selezione della finestra di accesso. L’amministratore può quindi preparare più utenti e generare successivamente le singole credenziali temporanee con Imposta… o Reimposta….
Quando l’amministratore è l’unico account attivo, il dialogo Cambia password consente anche di rimuovere esplicitamente la password dopo aver verificato quella corrente. FemtoBench torna così ad avviarsi senza richiedere l’accesso. L’azione non è disponibile se esistono altri account.
Il nome e cognome identificano la persona responsabile delle prove e non sono più modificabili dopo il primo salvataggio, nemmeno dall’amministratore. Per correggere un nome occorre rimuovere l’account e crearne uno nuovo. Non possono esistere contemporaneamente due utenti con lo stesso nome; un omonimo può essere creato dopo l’archiviazione dell’account precedente. Nella schermata Risultati gli omonimi archiviati sono distinti aggiungendo il periodo di attività, mentre rapporti ed esportazioni riportano il nome registrato durante la prova.
Al primo salvataggio, un nuovo operatore riceve una copia delle preferenze personali correnti dell’amministratore: lingua, tema, modalità compatta della barra e visibilità delle colonne di esecuzione. Da quel momento le preferenze dei due utenti sono indipendenti. Password, firma, autorizzazioni e impostazioni riservate all’amministratore non vengono copiate.
Per sostituire l’unico amministratore usare Sostituisci amministratore…. FemtoBench richiede il nome del successore e, se configurata, la password dell’amministratore corrente, quindi genera una password temporanea di sola lettura. Se l’identità predefinita non ha password, il medesimo flusso omette questa verifica. La password temporanea deve essere copiata prima di proseguire; sarà il successore a inserirla al primo accesso. L’account precedente viene eliminato se non ha eseguito prove, altrimenti viene archiviato; l’operazione è registrata nello storico dedicato. Il successore eredita lingua, tema e preferenze generali, ma non password o firma. Al termine FemtoBench torna alla finestra di accesso: il successore deve autenticarsi con la password temporanea. Se è l’unico utente attivo può lasciare vuoti entrambi i campi della nuova password per accedere in seguito senza login; altrimenti deve impostare una password valida.
Le password operatori devono avere da 6 a 128 caratteri. Le password temporanee generate automaticamente usano la lunghezza minima di 6 caratteri. La password dell’amministratore deve averne da 8 a 128 e includere maiuscola, minuscola e cifra. Una password temporanea viene mostrata una sola volta con un pulsante per copiarla: FemtoBench non la conserva in forma leggibile e, se viene persa, l’amministratore deve generarne un’altra. Al primo accesso deve essere sostituita con una password valida o, per l’unico amministratore attivo, rimossa lasciando vuoti i campi della nuova password. Ogni finestra di impostazione o cambio password mostra preventivamente l’elenco completo dei requisiti applicabili e aggiorna una spunta verde mentre ciascuna condizione viene soddisfatta. Nel dialogo di cambio password il campo Utente identifica l’account corrente ed è soltanto informativo.
Uso tipico. Completare nome e firma dell’amministratore, proteggere l’accesso alla configurazione, creare gli operatori di linea e limitare prodotti e banchi visibili in base alla postazione assegnata.
Quando accede un operatore, la tabella mostra soltanto la sua riga. Aggiungi e Rimuovi non sono disponibili e nome, ruolo, stato e permessi sono in sola lettura; l’operatore può modificare esclusivamente la propria password e la propria firma.
La scheda Moduli mostra i moduli rilevati dall’applicazione, con nome e dettagli. I moduli possono esporre canali di comunicazione, protocolli o risorse esterne del banco. La lista riflette i moduli caricati all’avvio dell’applicazione. Un modulo incompatibile con la versione corrente resta installato ma inattivo; la colonna Stato ne indica il motivo senza impedire l’avvio di FemtoBench.
La tabella riporta nome, versione, versione minima FemtoBench, stato, posizione e descrizione di ciascun modulo. Espandendo una riga sono disponibili le ulteriori informazioni tecniche rilevate dall’applicazione.
I moduli opzionali sono documentati in file separati.
L’amministratore usa Installa pacchetto… per
selezionare uno o più file .fbpkg firmati. Il riepilogo
separa installazioni, aggiornamenti, pacchetti non installabili e
versioni già presenti; queste ultime non producono alcuna operazione.
Dopo una sola conferma FemtoBench si riavvia e applica insieme le
modifiche selezionate. I file possono provenire da Download o da
qualsiasi altra cartella: FemtoBench li copia nel proprio ambiente.
Prima dell’applicazione viene creato un backup comune di dati ed
estensioni. Bench Fixtures è incluso nel core e si aggiorna con il
programma. Il riavvio prosegue automaticamente la sessione
dell’amministratore, riapre Opzioni > Moduli e
mostra l’elenco delle installazioni o degli aggiornamenti applicati.
Rimuovi è disponibile sulla riga del modulo. Se profili o banchi usano il modulo, FemtoBench li elenca nell’avviso ma consente la rimozione: le configurazioni restano memorizzate e non sono eseguibili finché il modulo non viene reinstallato. Un modulo privo di licenza resta installato ma inattivo. Gli operatori vedono l’elenco senza poterlo modificare.
La scheda Plugin mostra i plugin applicativi rilevati all’avvio dell’applicazione, con stato, dettagli di caricamento e licenza dove disponibili. Un plugin incompatibile resta installato ma inattivo, senza applicare le sue migrazioni; la colonna Stato ne indica il motivo.
La tabella riporta nome, versione, versione minima FemtoBench, stato, posizione e descrizione di ciascun plugin. Espandendo una riga sono disponibili le ulteriori informazioni tecniche rilevate dall’applicazione.
I plugin opzionali sono documentati in file separati.
L’amministratore usa Installa pacchetto… per
installare o aggiornare uno o più .fbpkg firmati. Il
riepilogo non propone alcuna operazione per una versione già installata;
le altre modifiche vengono applicate insieme dopo un solo riavvio.
FemtoBench prosegue automaticamente la sessione amministrativa, riapre
Opzioni > Plugin e riepiloga le modifiche applicate.
Rimuovi elimina il plugin selezionato conservando dati
e migrazioni già applicate. Un plugin privo di licenza resta inattivo.
Gli operatori dispongono della sola consultazione.
La scheda Licenze elenca le informazioni delle licenze presenti, compresi componente abilitato, cliente, validità, stato e posizione del file. L’amministratore seleziona Importa licenza…, controlla il riepilogo e conferma il riavvio. Al termine FemtoBench ripristina la sessione amministrativa, riapre la scheda Licenze e conferma l’operazione. Gli operatori possono consultare la scheda senza importare file.
La finestra Informazioni su FemtoBench mostra la versione dell’applicazione e un riepilogo tecnico del sistema, dei componenti caricati e delle licenze. Il comando Copia trasferisce il riepilogo negli appunti per l’assistenza.
Riferimenti… e Variabili… sono finestre separate, non modali: puoi lasciarle aperte mentre lavori nella pagina sottostante. Nelle sequenze i due pulsanti sono affiancati sulla stessa riga dei comandi della struttura, con Riferimenti… a sinistra di Variabili….
Il catalogo Riferimenti è condiviso da core, moduli e plugin. Include data e ora, contesto del prodotto/banco/profilo, campi delle risorse, dati del test e riferimenti ai risultati e ai campi forniti dai plugin. Data e ora sono disponibili anche senza selezionare un banco. Il catalogo si aggiorna con il contesto corrente; le risorse del banco richiedono che il banco sia determinato.
La ricerca filtra per parole, senza distinguere maiuscole e minuscole. Normalmente sono visibili soltanto le voci pertinenti. Attiva Mostra anche i non disponibili per consultare le altre voci e i rispettivi requisiti: puoi copiarle manualmente, ma Inserisci resta disabilitato. Un risultato di step o associazione diventa leggibile solo dopo essere stato prodotto durante l’esecuzione.
I valori pubblicati durante il test vengono conservati con la sessione per gli utilizzi successivi, come le etichette. Anche un valore testuale vuoto è valido. Se questi dati non possono essere salvati, l’esecuzione viene interrotta e termina in ERROR, con una spiegazione. Controlla lo spazio disponibile e i permessi di scrittura, poi ripeti il test; i valori mancanti di una precedente esecuzione non vengono ricostruiti automaticamente.
Copia riferimento copia l’espressione completa. Per Inserisci, seleziona un campo che supporta espressioni nella finestra di lavoro, poi scegli la voce nel catalogo. Il destinatario è indicato in basso. L’inserimento avviene al cursore o sostituisce il testo selezionato; la finestra rimane aperta. I campi di ricerca del catalogo non diventano destinatari. Campi non compatibili, disabilitati o in sola lettura non accettano l’inserimento.
Variabili… mantiene l’editor delle variabili appartenenti alla sequenza, con ricerca e gli stessi comandi Copia/Inserisci. Nuovo/Elimina e la selezione restano bloccati durante una modifica pendente. Salva applica le variabili alla bozza della sequenza; il salvataggio della pagina registra anche le modifiche valide ancora pendenti nella finestra. Scarta nella pagina annulla entrambe le bozze. Chiudendo o cambiando contesto con modifiche pendenti puoi salvare, scartare o annullare. La sola consultazione e copia non modificano i dati.
Esempi:
${bench.resource.bt-audio.macAddress}: valore effettivo
del campo della risorsa, inclusi gli override della stazione; la chiave
è visibile in sola lettura nei dettagli della risorsa.${date} e ${time}: data locale
yyyy-MM-dd e ora locale HH:mm:ss all’istante
di utilizzo; ${session.startedAt} indica invece l’inizio
della sessione.${sequence.variable.gain}: variabile della sequenza,
utilizzabile dagli step e dalle funzioni collegate a quella sequenza,
non come variabile generale di un binding riutilizzabile.Nella Stazione di esecuzione, il menu contestuale dei campi dati compatibili permette di aprire Riferimenti. Nei target Delimited ASCII Frame il pulsante è accanto ai token payload. La risoluzione controlla che i valori richiesti esistano; un riferimento mancante impedisce l’operazione senza inventare un valore.
Arresta esecuzione su errore ferma la sequenza e avvia la pulizia applicabile quando il passo fallisce, anche se la stazione è impostata per continuare. Usarlo per controlli che devono impedire tutte le operazioni successive. La politica richiesta per i report resta un’impostazione distinta.
Solo sequenza completa esclude il passo dalle prove di un singolo passo o di una singola sezione. È adatto alle operazioni finali di consegna del dispositivo.
Data/ora entro tolleranza confronta timestamp
YYYY-MM-DDThh:mm:ss. Tolleranza è espressa
in secondi e deve essere maggiore o uguale a zero. Il valore atteso
${date}T${time} viene valutato dopo l’acquisizione; il
confronto considera anche il cambio di giorno. Un formato o una data non
validi non superano il controllo. Corrisponde a espressione
regolare permette invece di verificare un valore testuale
tramite un pattern.
Per i dispositivi che rispondono tramite notifiche BLE, Pattern risposta nel passo seleziona la risposta terminale. La successiva validazione determina se essa è quella attesa: anche un messaggio con prefisso di errore può essere corretto per una prova negativa, per esempio una verifica di assenza. Il modulo di comunicazione non decide l’esito funzionale della prova.
Nei dettagli del risultato, la prima riga riporta l’esito e un motivo sintetico, per esempio FAIL — Valore non corrispondente. Azione contiene il traffico e il valore acquisito; Validazione contiene soltanto la regola; Errore spiega la discrepanza senza ripetere regola e valore. Per data e ora la regola indica l’istante atteso e la tolleranza, mentre l’errore riporta lo scarto in secondi. Per un’espressione regolare la regola mostra il pattern e l’errore segnala la mancata corrispondenza. Il traffico seriale non viene duplicato in Errore.
Per un’associazione BLE configurata come Attendi notifica, oppure seriale configurata come Ascolta senza trasmettere (seriale), inserire l’istruzione nel campo Azione - Istruzione e attivare Mostra istruzione durante l’ascolto. La finestra compare quando l’ascolto è pronto e si chiude automaticamente alla ricezione, al timeout o all’interruzione. Non richiede Fatto: l’esito dipende sempre dalla validazione della risposta. Il pulsante Interrompi resta disponibile.
Impostare Validazione - Tipo: Risposta azione, il valore atteso e il timeout. Per BLE, Pattern risposta seleziona la famiglia degli eventi da acquisire; per Delimited ASCII Frame la selezione usa header, token e impostazioni della risposta nel target, con estrazione del valore dal payload. Il confronto verifica il valore effettivo. Un codice diverso della stessa famiglia deve poter raggiungere la validazione per risultare FAIL. Le notifiche precedenti all’ascolto non costituiscono una nuova azione dell’operatore. Salvare infine la sequenza; Scarta ripristina istruzione e opzione precedentemente salvate.
L’Identificativo unità identifica il dispositivo sottoposto al collaudo: può essere un numero di serie, un MAC address o un altro codice. Il programma non impone l’unicità globale: è possibile ripetere una prova sulla stessa unità.
Nell’editor delle sequenze, Criterio identificativo unità offre:
Nei Dettagli, criterio e formato identificativo sono affiancati quando lo spazio consente di leggere i valori; lo stesso vale per criterio rapporto e criterio fallimento. Nelle finestre più strette i campi si dispongono uno sotto l’altro, con larghezze uniformi.
Formato identificativo unità offre
Libero, Formato (espressione regolare
sull’intero valore) e Riferimento. Il riferimento
richiede uno dei criteri obbligatori e un solo segnaposto, ad esempio
${binding.system.mac}. Usare il catalogo
Riferimenti per selezionarlo. Un riferimento
all’identificativo stesso non è ammesso. In Execution Station il campo
automatico è disabilitato: mostra il riferimento in attesa e poi il
valore acquisito. Nei campi manuali non si inseriscono segnaposto.
Salva applica le modifiche; Scarta
ripristina criterio, formato e riferimento precedenti.
Una lettura di binding o di passo diventa utilizzabile come
identificativo solo quando il passo produttore termina con PASS, inclusa
la sua validazione. Un nuovo avvio o una ripetizione non deve
riutilizzare una precedente lettura non valida. Il riferimento
${test.unitId} espone il valore risolto agli altri passi e
agli output; ${production.unitId} espone lo stesso valore
nei dati di produzione.
Il flag Richiede identificativo unità valido salta il passo se l’identificativo non è ancora disponibile o valido, registrando il motivo. È responsabilità del tecnico collocare l’acquisizione prima dei passi che richiedono l’identificativo. Un passo protetto saltato rende la sessione non certificabile anche se il valore arriva successivamente. Il flag è indipendente da Solo sequenza completa. Le operazioni di pulizia necessarie dopo un errore devono restare eseguibili.
L’esito tecnico PASS/FAIL e la certificabilità sono distinti: una sequenza può superare i test ed essere Non certificabile. Un identificativo mancante, non valido o irrisolto a fine prova impedisce il certificato e le etichette, senza trasformare da solo un PASS in FAIL. I dati vengono finalizzati prima di attivare gli output. Non è prevista la correzione dell’identificativo dopo la prova: correggere la configurazione o l’inserimento e ripetere il collaudo.
Il rapporto propone
report_<prodotto>_<identificativo>_<yyyyMMdd_HHmmss>.pdf.
La data/ora è quella locale di inizio collaudo e rimane uguale nella
rigenerazione. I caratteri non ammessi nei nomi dei file vengono
sostituiti con _; il contenuto completo resta nel PDF.
Senza identificativo, quando il rapporto è consentito, il nome usa
NOID.
I valori nel rapporto non vengono abbreviati: le celle vanno a capo e il documento aggiunge pagine A4 quando necessario, conservando intestazione, numerazione e firma. Il nome operatore e la firma rimangono nell’area in basso a destra dell’ultima pagina. Le preferenze grafiche si applicano al momento dell’esportazione e non modificano i risultati o l’identificativo salvati nella sessione.